Le prove sismiche in foro hanno come scopo la determinazione delle velocità di propagazione delle onde di compressione “P” e di taglio “S”; risultano particolarmente utili per la determinazione del parametro Vs,30 (OPCM 3274-DM 14/01/2008).
Per queste indagini è necessario predisporre un foro opportunamente attrezzato.
Il metodo Down-hole prevede la sorgente energetica in superficie ed i sensori all’interno del perforo. Si adoperano geofoni particolarmente assemblati a cinque componenti, per essere calati e fissati a profondità via via crescenti contro la parete di un perforo opportunamente condizionato; energizzando il terreno in superficie e misurando i tempi di arrivo del primo impulso al geofono, si ha la possibilità di determinare la velocità e i moduli elasto-dinamici dei litotipi riscontrati nella perforazione.

Dall’esperienza maturata, fra i vari metodi di elaborazione delle indagini sismiche a rifrazione, si predilige quello che permette la restituzione di una tomografia sismica.
Rispetto alla convenzionale sismica a rifrazione, tale tecnica limita i problemi interpretativi dovuti alle inversioni di velocità (orizzonte fantasma) o di ridotti spessori. Tale tipo di restituzione si rivela uno strumento di elevata precisione ed eccellente per l’individuazione di strutture sepolte, cavità, ricostruire e delimitare il volume dei corpi di frana.

 

 

Fase di acquisizione indagine DOWN - HOLE

 

Tempi di tragitto onde (dromocrone)

 

Velocità intervallari - profondità

 

La prova Cross-hole viene eseguita praticando almeno due fori di sondaggio, in uno dei quali si alloggia il geofono triassiale mentre nell’altro si energizza.
La sorgente energetica deve essere in grado di generare onde elastiche ad alta frequenza e ricche di energia, con forme d’onda direzionali, cioè con la possibilità di ottenere prevalentemente onde di compressione e/o di taglio polarizzate su piani verticali.
Si eseguono anche per la realizzazione di tomografie sismiche tra i fori di sondaggio e si prestano utili nella localizzazione di zone fratturate (meccanicamente degradate) e più in generale per individuare zone di anomalia di velocità nella fascia di terreno investigato.